Piantare una siepe di tasso
Se si rispettano alcune regole già in fase di messa a dimora, la siepe di tasso potrà svilupparsi in tutta la sua magnificenza.
La posizione giusta
Il tasso è tra le piante da siepe più tolleranti all'ombra in assoluto. Prospera splendidamente in posizioni semiombrose o ombreggiate e, al contrario della maggior parte delle piante, può avere difficoltà in pieno sole. In inverno, con sole diretto e vento forte, il tasso sempreverde rischia di disseccarsi rapidamente. Predilige pertanto ambienti con umidità atmosferica elevata rispetto ai climi urbani caldi e secchi.
Per quanto riguarda il terreno, il tasso è poco esigente. Preferisce suoli calcarei e leggermente argillosi, ma si adatta anche a substrati sabbiosi e debolmente acidi. Non necessita di grandi quantità d'acqua, tuttavia in posizioni asciutte è più vulnerabile agli attacchi di ragnetto rosso.
Messa a dimora della siepe di tasso

Il momento migliore per piantare una siepe di tasso è in genere la primavera, da marzo ad aprile. Le piante avranno così il tempo sufficiente per sviluppare un apparato radicale adeguato, che permetta loro di approvvigionarsi autonomamente di acqua già nel corso del primo inverno. È possibile piantare il tasso anche più avanti nella stagione, ma in questo caso occorre prestare attenzione costante ai segnali di carenza idrica e irrigare di conseguenza.
Poiché il tasso cresce piuttosto lentamente, è consigliabile scegliere piante già di una certa dimensione. In questo modo si riduce l'attesa per ottenere una schermatura completa. Per piantine fino a 1,50 m di altezza, si calcolano circa tre esemplari per metro lineare. Per piante già più alte, tre esemplari ogni due metri possono essere sufficienti. In caso di dubbio, è preferibile aumentare leggermente la distanza di impianto per prevenire l'insorgenza di malattie fungine dovute a un eccessivo affollamento.
Se si desidera ottenere una schermatura rapida, è possibile realizzare la siepe su due file, disponendo le piantine a quinconce. Questo richiede generalmente più esemplari e comporta un costo maggiore, ma garantisce fin da subito una prima barriera visiva che si infittisce velocemente diventando impenetrabile.
Rispetto alla maggior parte delle altre piante da siepe, il tasso viene messo a dimora a una profondità relativamente ridotta. Per il resto è possibile seguire le istruzioni generali per la piantumazione delle siepi. Si raccomanda di indossare guanti durante le operazioni, per evitare che le sostanze tossiche presenti nel tasso provochino irritazioni cutanee.
Cura del tasso

Subito dopo la messa a dimora, il tasso necessita di abbondanti irrigazioni per attecchire bene. In seguito sarà sufficiente annaffiarlo nei periodi di siccità estiva e nelle giornate invernali particolarmente secche. A differenza di molte altre piante, il tasso sopporta bene anche l'acqua di rubinetto calcarea.
Anche per quanto riguarda la concimazione, il tasso non crea particolari difficoltà: è sufficiente somministrare in primavera, prima della ripresa vegetativa, un fertilizzante organico a lenta cessione oppure coprire il terreno con del compost. In particolare nei suoli sabbiosi, è opportuno rinnovare lo strato di compost più volte nel corso dell'anno, poiché i nutrienti vengono dilavati più rapidamente.
In quanto arbusto che tollera bene la potatura, il tasso sopporta anche tagli drastici fino al legno vecchio. È quindi facile riportarlo in forma anche dopo periodi di scarsa manutenzione. Una potatura di ringiovanimento intensa va effettuata preferibilmente all'inizio della primavera, prima della ripresa vegetativa. Un ulteriore intervento di sagomatura può essere eseguito tra la fine di giugno e l'inizio di luglio. È comunque importante concludere questi interventi entro la fine di agosto, altrimenti aumenta il rischio di danni da gelo, poiché i nuovi germogli potrebbero non maturare completamente prima dell'inverno.
Sebbene tutte le parti del tasso siano velenose, il materiale di risulta della potatura può essere compostato senza problemi. I batteri responsabili dei processi di decomposizione degradano anche le sostanze tossiche. È consigliabile sminuzzare bene i residui di potatura, altrimenti i rami e gli aghi di tasso impiegano molto tempo a decomporsi. Le parti di pianta malate vanno sempre smaltite con i rifiuti solidi urbani, per evitare che funghi o parassiti si diffondano nel giardino.